Top & Flop di Bologna vs Brescia 1 - 2 - 16 nov

Scritto da  Stefano Brunetti Nov 16, 2014

TOP & FLOP

TOP

Il minuto di silenzio: sessanta secondi di commemorazione vera, al contrario del brutto vizio in voga negli stadi italici di applaudire praticamente subito .  voto 10 e lode

La visita del capitano: ospite d’eccezione in curva Bulgarelli: Daniele Portanova, l’ex colonna portante della difesa rossoblù, oggi in veste di tifoso al Dall’Ara. La nostalgia, alla luce dei pasticci combinati in fase difensiva, sale incontrollabile. Messaggio alle alte sfere dirigenziali: ma farci un pensierino? Voto 8

Cacia: un goal, inutile ai fini del risultato, ma fondamentale per rompere un’astinenza durata fin troppo a lungo: pericolo depressione scampato. Già: perché l’attaccante, se non segna, rischia spesso di entrare in brutti circoli viziosi. Ma non è il suo caso: oltre alla rete, tanto lavoro di sostegno per i compagni e perfino un palo. Il migliore della serata, in poche parole: che sia la fine di una lunga maledizione e l’inizio di una nuova rinascita? Tutta Bologna, squadra ed allenatore compresi, lo spera vivamente voto 6,5

FLOP

Il crollo difensivo: tutto bene, nella retroguardia, fino a dieci minuti dalla fine: dopo 80’ minuti di nulla assoluto, il Brescia si sveglia e in cinque minuti ribalta la partita. Brave le rondinelle, per carità: ma anche troppo leggeri i nostri, colpevoli di qualche dormita di troppo. Ci sarà tempo per rifarsi, anche se, è bene ricordarlo, la partita finisce col fischio dell’arbitro: sarebbe dunque opportuno ed utile alla causa mantenere alta la concentrazione fino alla fine, per non ripetere in futuro lo scempio di questi minuti finali voto 4,5 

L’errore dello speaker: ma perché il grandissimo ed intoccabile de Carvalho, a differenza degli anni scorsi, recita per intero il nome e cognome dei giocatori senza coinvolgere il pubblico durante la presentazione delle squadre? Misteri bolognesi voto 4

I fischi a fine gara: ingiusti e onestamente fuori luogo: d’accordo, perdere così fa male, ma se si contesta al primo passo falso come si può sperare di arrivare uniti in fondo al traguardo? Chi ha fischiato, alla fine del match, dovrebbe farsi un’esame di coscienza: magari chiedendosi se avrebbe potuto far di più per sostenere la squadra, invece di insultarla gratuitamente a fine gara. Più tifo e meno fischi voto 0

 

Ultima modifica il Sabato, 27 Agosto 2016 21:05