Questa Virtus Segafredo ha una qualità meravigliosa: diverte da matti foto Bianca Costantini/1000 Cuori Rossoblu

Questa Virtus Segafredo ha una qualità meravigliosa: diverte da matti

Scritto da  Ott 21, 2021

C’è poco da dire: questa Virtus targata Scariolo è squadra che soprattutto diverte, che non può non piacere a chi ama il basket, a di là del tifo per questa o quell’altra squadra. Il suo è un basket spettacolare, che diviene tale grazie alla cosa in teoria meno spettacolare di tutte, ovvero la difesa. Dall’intensità difensiva, dalla convinzione e dall’organizzazione con la quale le Vu Nere contrastano gli attacchi avversari nascono le opportunità di contropiedi fulminei che spesso si concludono con azioni strepitose; è però anche vero che la fiducia che trasmette questo tipo di gioco libera la mente da apprensioni e diventa più facile eseguire ogni tipo di gesto, ti dà il coraggio di tentare assist impossibili, giocate impensabili. Se poi a suggerire tempi e modalità degli interventi è un interprete sublime dell’arte della difesa come Alessandro Pajola, che crea spettacolo già con le sue palle rubate e i suoi recuperi, il gioco è fatto. Intendiamoci: verranno, presumibilmente, anche momenti bui, è quasi fisiologico che accada per qualunque squadra nel corso di una lunga stagione per di più altamente dispendiosa sul piano sia fisico che mentale, e la garanzia di vincere non c’è per nessuno, visto che sono tante le variabili (non esclusa la fortuna) che potrebbero agevolare ma anche intralciare il percorso virtussino. Intanto, però, mettiamo in cascina il fieno delle vittorie – indispensabili - assieme a quello dell’entusiasmo che questa squadra riesce a suscitare. Si è già tanto detto di Pajola, le cui qualità non terminano in difesa e che oggi come oggi non fa certo rimpiangere Markovic; si sta constatando che Weems è giocatore ben più completo di quanto emerso nella scorsa, pur ottima, sua stagione; si è ormai confermato che Belinelli, utilizzato con modalità più razionali, è veramente il settimo straniero NBA fisso di questa squadra  (settimo non certo in ordine gerarchico); su Santeodosic non occorre dire altro che pronunciarne il nome e ringraziare chi ci ha permesso di vederlo dal vivo a Basket City. Accanto a tutto ciò, stiamo realizzando che Sampson, una volta inserito adeguatamente nei meccanismi difensivi, a questi livelli può essere un crac assoluto; che Cordinier ha già messo in luce le sue potenzialità fisiche e tecniche, enorme come difensore ma anche attaccante pericolosissimo; che Hervey se si confermerà nel tempo a questi livelli rischia di diventare uno dei giocatori più forti visti in maglia bianconera (non si vede quasi, poi leggi i tabellini e sul piano statistico è quasi sempre il migliore: in campionato come valutazione ha quasi il doppio del secondo, ovviamente Weems); che Tessitori e Alibegovic stanno procedendo in un percorso di crescita cui giova evidentemente allenarsi con tali campioni, ma anche la loro voglia di emergere; che Ruzzier è qualcosa di più, di diverso, del “dodicesimo” in panchina, vista la sua utilità che discende da una presenza sul campo fatta di tecnica e di fosforo; che Alexander ogni partita fa un passo avanti nel guadagnarsi minuti di qualità in una squadra così impegnativa; che Jaiteh, anche se a tratti farà forse storcere il naso ad alcuni puristi, potrà essere ben di più di una immensa montagna da scalare per gli avversari. E a questo bisogna aggiungere un giocatorino come Nico Mannion, il cinno del gruppo che ha già fatto vedere, in una manciata di minuti avuti a disposizione, che le aspettative riposte in lui sono tutt’altro che avventate e potrebbe rivelarsi addirittura l’arma più letale di questa Virtus. È superfluo ricordare che in lega sono depositati anche i contratti di Udoh e Abass, che potrebbero anche rientrare in vista di quello che si spera possa essere il gran finale di stagione. La Virtus Segafredo che Ronci e Scariolo hanno architettato per questa stagione vale totalmente il prezzo del biglietto, e lo sarà ancora di più quando potrà esibirsi – manca poco – nella sua sede naturale, la Segafredo Arena, si spera al completo della capienza. Nello sport si può vincere e si può perdere, ci si diverte di più quando si vince ma questa Virtus comunque vada avrà fatto divertire un mondo i propri tifosi, e non solo loro.

Ultima modifica il Giovedì, 21 Ottobre 2021 16:53
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine