La resa rossoblù nella sfida di Marassi La resa rossoblù nella sfida di Marassi Ansa

Un girone fa - Sampdoria vs. Bologna: Il poker blucerchiato umilia i rossoblù

Scritto da  Apr 17, 2019

Il Bologna si prepara ad affrontare la Sampdoria nella prima delle due sfide casalinghe consecutive in programma per quanto riguarda il campionato di Serie A.
Quella di domenica sarà una sfida delicata per i rossoblu che saranno chiamati a far punti importanti in chiave salvezza e che un girone fa rimediarono una delle peggiori batoste dell’era Inzaghi con l’allenatore che sembra essere ormai ai titoli di coda per quanto riguarda la sua esperienza in rossoblù.

 

IERI - La partita di andata fu una completa disfatta e non fece altro che evidenziare gli ormai noti ed evidenti limiti dei rossoblù vittime di pesanti errori individuali e del suo stesso allenatore che ha ormai perduto il bandolo della matassa. 

Fu la Sampdoria ad affrontare con maggior aggressività agonistica la partita passando in vantaggio a pochi minuti dall’inizio del match con Praet a cui rispose Andrea Poli pareggiando i conti poco dopo. Ma il pareggio fu solo un effimera illusione per i rossoblù che dimostrarono di non aver una trama di gioco ben definita ma soprattutto concreta. Quella vista in campo allora fu una squadra totalmente allo sbando il cui gioco non ebbe ne’ capo ne’ coda. Ne uscì una partita dominata da parte dalla formazione doriana che calò il poker con Quagliarella, Ramirez e di nuovo Quagliarella fissando il risultato finale sul 4-1. Il Bologna ne uscì con le ossa rotte e ferite tanto profonde da essere quasi impossibili da rimarginare, lo hanno capito i tifosi, delusi ed amareggiati dalla situazione, ma non la società che tramite l’AD Claudio Fenucci rinnovò la propria fiducia nel tecnico ex Milan comandando inoltre un ritiro forzato per tutta la squadra, decisione che destò grande scalpore in un momento nel quale l’esonero del tecnico era ormai dato per certo.

 

OGGI - Ad un girone di distanza Sinisa Mihajlovic ha decisamente cambiato le carte in tavola. Il suo Bologna ha un gioco ed un senso logico dentro e fuori dal campo ed è stato in grado di recuperare punti importanti con un ruolino di marcia invidiabile.
L’allenatore serbo ha lavorato duramente sia sul piano fisico che su quello mentale ricavandone una squadra degna di applausi e dall’identità ben precisa e definita, cosa che Filippo Inzaghi non era stato purtroppo in grado di trasmettere nell’arco della sua esperienza sulla panchina felsinea. 

Il Bologna di oggi è concreto, ordinato e molto più deciso sia in fase offensiva che difensiva. Merito soprattutto del tecnico rossoblù che è stato in grado di ridisegnare quello che era il punto debole di questa squadra: il centrocampo.

Confrontando la formazione della sfida di andata con la probabile formazione di oggi possiamo trovare molte differenze molte delle quali sono legate al cambio di modulo e all’impiego dei giocatori arrivati nella finestra di mercato di gennaio. 

Rispetto alla sfida di andata cambierà quindi almeno un giocatore per ogni reparto con Lyanco ormai titolare fisso in difesa a discapito di un Helander che deve inoltre fare i conti con una caviglia malandata. Non ci sarà nemmeno Mitchell “trattore” Dijks il terzino olandese deve infatti scontare un turno di squalifica mentre un girone fa sedette direttamente in panchina in conseguenza delle scelte dell’allora tecnico Inzaghi.

Non ci sarà invece Mattias Svanberg che fu titolare nella sfida di andata, le chiavi del centrocampo saranno affidate al collaudato duo Pulgar-Dzemaili mentre per quanto riguarda il reparto offensivo la differenza maggiore la farà l’assenza di Santander che, titolare nella sfida di andata, si prepara a sedere in tribuna per scontare anche lui una giornata di squalifica. 

Sara Melotti

Sarina per gli amici. Inviata multitasking, aspirante fotografa e giornalista.
Oltre alla passione per il Bologna ama la fotografia, lo sport in generale, i motori e gli animali.