Bologna, conferenza stampa pre Roma

Scritto da  Set 21, 2019

De Leo e Tanjga si preparano ad affrontare la Roma

Miro, come si prepara una partita nuova venendo da prestazioni opposte?

"Tutte le partite sono diverse, ma la parte fondamentale è tenere un gioco vivo, attivo, ogni partita ha di conseguenza una reazione di gioco diversa: comunque la partita verrà disputata seguendo i nostri principi di gioco. L'altra volta abbiamo preso tre goal, non possiamo più permettercelo"

De Leo, parole su Brescia?

"Fa parte del processo di crescita iniziato nel gennaio scorso, è un percorso che a volte può essere accidentale, ci sono state delle difficoltà, quello accaduto a Brescia fa parte della nostra crescita. Sapevamo di dover partire con un atteggiamento diverso, dovevamo essere più concentrati e disperati su ogni pallone. Nella ripresa, con l'acqua alla gola ci siamo rialzati"

Contro la Roma che squadra vedremo?

"Dev'esser spavalda, non aver paura di nessuno"

Aspetti da salvare e da buttare post-Brescia

DE LEO"Il nostro gruppo diventa squadra nel momento in cui tutti in un determinato momento della gara pensano con la propria testa: diventa riduttivo pensare solo alla fase finale del goal, alla mancata marcatura. Se andiamo a monte il problema è proprio che non eravamo concentrati sul momento, parliamo dell'importanza del qui e ora. Dobbiamo stare più concentrati ed essere più aggressivi: nel secondo tempo c'è stato un coinvolgimento collettivo, che dev'essere il pane quotidiano"

TANJGA "Col Brescia ci ha aiutato l'espulsione del giocatore, la squadra ha cambiato totalmente registro, grazie anche alla fortuna di trovarsi in superiorità numerica. Il principale vantaggio era che trovandoci in undici contro dieci siamo riusciti ad avere maggiore probabilità di vittoria"

Chi gioca davanti?

DE LEO "Per quanto riguarda Bani e Denswil non ci sono problemi, sono recuperati. Nei prossimi giorni avremo anche Danilo, siamo positivi da quel punto di vista. Sull'attacco la risposta è sempre la stessa: sono tutti calati nel lavoro e negli obiettivi di gioco. Le loro risposte sono da calciatori professionali e legati al lavoro che si sta facendo. Ci aspetta una partita complicata, occorrerà cambiare spartito. Avere attaccanti con qualità differenti ci tornerà utile"

La classifica la guardate?

"Ci dà una forte carica, possiamo vincere la nona di fila in casa e fare felice il nostro pubblico, ma per il momento non facciamo calcoli"

Sulla sconfitta dell'anno scorso all'Olimpico?

"Non ci è rimasta sullo stomaco. Giocheranno col 4-2-3-1, con un allenatore nuovo, con principi e concetti tipici di una squadra moderna. Sappiamo benissimo chi affrontiamo, come ha detto il nostro mister in settimana sarà fondamentale giocare concentrati, bisognerà saper soffrire e ricompattarci, ma l'abbiamo preparata bene. Stiamo mettendo in mostra tante qualità, abbiamo tutti i mezzi per fare una grande partita domenica".

E' arrivato il momento di Skov Olsen?

"Di gara in gara cerchiamo di mettere in campo la formazione migliore, quella che ci dà più possibilitù di fare una buona gara. Allo stesso tempo è chiaro che avendo tre partite ravvicinate ci saranno cambi, ma non sono programmati"

Contro la Roma è il primo test di livello.

TANJGA "Tutte le squadre in serie A sono di livello, anche il Brescia ad esempio ha vinto contro il Cagliari. Vanno rispettate tutte ed affontate col massimo della concentrazione"

 

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Ultima modifica il Sabato, 21 Settembre 2019 10:24
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.