Nicolò Fagioli Nicolò Fagioli Fonte immagine: Twitter

La Bottega dei Talenti - Nicolò Fagioli

Scritto da  Apr 06, 2022

È passata abbastanza silenziosamente l’onda della mancata qualificazione al Mondiale. L’Italia del calcio si è ributtata nel clima campionato tra polemiche arbitrali e le critiche, talvolta giustificate, per il mancato utilizzo dei giovani italiani.

Alcuni dei migliori giovani vengono mandati a fare esperienza in Serie B e, di rado, riescono ad emergere. Un esempio in questa stagione è quello di Nicolò Fagioli, attualmente in prestito alla Cremonese capolista nel campionato cadetto, ma di proprietà della Juventus. il giocatore cresciuto nelle giovanili bianconere ha avuto un’ascesa tecnicamente importante, rallentata solo da un problema fisico importante, che però non gli ha impedito di uscire dalla formazione under 23 bianconera ed imporsi altrove in attesa, forse, di fare il definitivo salto di qualità.

Conosciamo, nella scheda de La Bottega dei Talenti, Nicolò e il suo percorso calcistico comune a tanti giovani giocatori italiani.

Nicolò Fagioli nasce a Piacenza, il 12 febbraio 2001. Piacentino e tifoso del Piacenza, comincia a giocare proprio nella società della sua città. A 10 anni però, nel 2011, la Cremonese lo porta nel suo settore giovanile.

Qui, Fagioli, si fa notare per le sue doti tecniche, affinando la sua tecnica in vista del periodo dell’adolescenza. Nel 2015, per 150 mila euro è la Juventus ad assicurarsi le sue prestazioni.

Dalla stagione 16/17 comincia a farsi largo all’interno delle giovanili bianconere giocando 5 partite e segnando una rete nella formazione under 17.

La stagione dell’esplosione a livello giovanile è quella del 2017/18. In under 17 gioca 25 partite, arrivando fino alla semifinale poi persa con l’Atalanta: con l’under 17 bianconera mette a segno 13 reti. Prestazioni di altissimo livello che gli valgono la convocazione per il Viareggio e l’esordio in Primavera (3 presenze) e quello in Youth League.

Nel 2018/19, pur ancora sotto età, viene aggregato alla Primavera con cui gioca 27 partite segnando 6 reti. Le buone prestazioni gli valgono la chiamata dell’under23, con cui disputa 2 partite tra Serie C e Coppa Italia di categoria. In questa stagione, Fagioli viene fermato in primavera per un problema al cuore, ma soprattutto si guadagna gli elogi di Max Allegri, elogi che tuttavia rimarranno un unicum visto che ancora oggi il tecnico toscano non l’ha mai fatto giocare sotto la sua gestione.

Nella stagione 19/20 gioca la prima parte della stagione con la Primavera, colleziona 24 presenze e 5 reti, comprese due in Youth League e poi si trasferisce in under 23. Qui incontra Fabio Pecchia, che sul suo talento vedremo punterà tanto. Il tecnico, attualmente proprio alla Cremonese, lo sposta da trequartista mezzala in un 4-3-3 e Fagioli mostra grandi qualità tecniche e una invidiabile capacità di impostazione e rifinitura.

La scorsa stagione, agli ordini del suo vecchio tecnico della Primavera Lamberto Zauli, approda in pianta stabile un under 23. Con la formazione di Serie C disputa 20 partite nel nuovo ruolo e spesso è aggregato alla prima squadra, allenata da Andrea Pirlo. Il tecnico bresciano gli permette anche di esordire in prima squadra con una presenza in Coppa Italia, da titolare, e una in Serie A.

Il salto di qualità lo fa in questa stagione. Nicolò partecipa al ritiro estivo, sembra il preludio ad un utilizzo sporadico in prima squadra da parte di Max Allegri, visti anche i problemi tecnici della Juventus in quel settore. Così non è: il 31 agosto passa in prestito in B alla Cremonese, fortemente voluto dal suo ex tecnico Fabio Pecchia. Per Nicolò, quello a Cremona, è un ritorno nella società e nella città vicino a casa sua che lo ha cresciuto portandolo da essere un bimbo appassionato di calcio, ad un adolescente col sogno della Serie A.

Pecchia gli cambia ancora la posizione in campo, e Fagioli nel nuovo 4-2-3-1 sembra trovarsi a meraviglia. I grandi risultati dei grigiorossi sono anche merito della stagione da 28 presenze, 3 gol e 6 assist. Un ottimo bottino per un 21enne al primo anno in B, e con poca esperienze nel ruolo di regista davanti alla difesa.

Con le rappresentative giovanili azzurre si è sempre distinto. Ha esordito in azzurro con la Nazionale under 15, facendo in totale 2 presenze. Passato dall’under 17, dove ha disputato 14 partite e segnato 3 reti e conseguito un secondo posto avendo perso la finale dell’Europeo di categoria nel 2018. Successivamente è arrivato all’under 19 dove in 20 presenze ha segnato 2 reti, partecipando anche all’europeo under 19 del 2019.

Ha debuttato con l’under 21 lo scorso 3 settembre 2021, e finora ha disputato 4 gara con gli Azzurrini, nel ruolo di mezzala di un centrocampo a tre.

Lo scorso gennaio è stato chiamato dal CT Roberto Mancini in occasione dello stage pre playoff mondiali.

178cm x 71kg, Fagioli ha un fisico longilineo, con una buona struttura muscolare. Abbastanza forte fisicamente, tanto da reggere i contrasti più duri, è agilissimo negli spazi stretti e rapido col pallone tra i piedi, capacità che gli permettono di sopperire a caratteristiche fisiche non eccellenti.

Destro naturale, dotato di una tecnica sopraffina, Fagioli è quel che si definisce un vero e proprio regista. Non è un caso se Massimiliano Allegri, nonostante non lo abbia ancora fatto giocare sotto la sua gestione, ne abbia tessuto le lodi in quanto è “un piacere vederlo giocare, perché conosce perfettamente i tempi di gioco”.

Nicolò nella sua carriera è partito nel ruolo di trequartista/seconda punta. Lo evidenziano le sue cifre in fase realizzativa. Una posizione che gli era stata cucita su misura al livello giovanile per la sua straordinaria capacità di calcio, in tempi ristretti e soprattutto con grande precisione. Col passare del tempo, Nicolò ha mostrato grandi doti di visione di gioco, spostando gradualmente la sua posizione.

Precedentemente definito come fantasista, quando Pecchia ne ha arretrato il raggio d’azione è diventato un regista. La sua visione di gioco è pressoché totale. Fagioli gioca con grande sapienza e conoscenza degli spazi. Non si fa mai cogliere impreparato, cerca sempre di ricevere smarcato e con una soluzione di passaggio rapida. 

In verticale, gioca con precisione e serve quasi sempre con i tempi giusti i suoi compagni, collezionando passaggi chiave e assist. La maggior parte delle giocate verticali le effettua rasoterra. Tuttavia non disdegna nemmeno il gioco lungo, usato preferibilmente per cambiare gioco e isolare i giocatori esterni sulla fascia.

Nicolò dal canto suo è rimasto anche un buon finalizzatore, è quindi facile vederlo in proiezione offensiva, pronto a concludere l’azione in maniera precisa verso la porta, grazie alle doti di tiro che a inizio carriera lo hanno molto vicino alla porta. Quando parte palla al piede e può dialogare con i compagni con precisi triangoli e uno-due, può anche arrivare all’interno dell’area e segnare gol di pregevole fattura.

L’evoluzione tattica ne ha migliorato anche gli aspetti del gioco in possesso. Prima da mezzala e ora da interno di in centrocampo a due, Fagioli si è distinto per attenzione e capacità di coprire ampie zone di campo, mettendo in mostra un dinamismo che senza il pallone tra i piedi non era affatto scontato.

Per Fagioli l’impatto sulla Serie B è stato straordinario, sarà poi decisamente più complicato trovare continuità di rendimento in un campionato fisico come la Serie A. Tuttavia, un giocatore come Fagioli, il cui futuro alla Juventus è in bilico, potrebbe essere un ottimo investimento anche per il Bologna. Attenzione dunque al futuro, i giovani azzurri di talento non mancano…

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.