La mia Virtus è la squadra delle pari opportunità: gioca chi vuole essere costruttivo. Le parole di Sacripanti alla vigilia della trasferta a Venezia

Scritto da  Nov 03, 2018

 

 

Di primo acchito potrebbe sembrare la consueta conferenza stampa pre-gara fatta di stereotipi quella tenuta oggi da Pino Sacripanti; poi, però, riflettendoci con attenzione, non sono pochi i passaggi tutt’altro che scontati nel suo discorso, a cominciare dall’insistenza con la quale ha riproposto i concetti di positività e atteggiamento costruttivo, di pari opportunità e spirito di squadra, imprescindibili per la sua Virtus. Temi che vanno oltre il dato squisitamente tecnico/tattico e che in alcuni casi addirittura possono risultare prevalenti. Sicuramente è stato così, in negativo, nella sconfitta con Cremona, e in positivo viceversa nella vittoria con Bayreuth. Queste, comunque, le sue parole, alla vigilia della certamente non facile trasferta a Venezia di domani:

“Siamo molto stimolati ad andare a fare questa partita: ci sono in ballo i due punti ma sono in ballo anche delle risposte su come contro una delle squadre più solide che esistono (che sono Milano e appunto Venezia, per tradizione, vittorie negli ultimi anni, conservazione di coach e sistema di gioco) siamo in grado di reagire. Non voglio tracciare un bilancio fin qui, anche se forse aver vinto, a volte, di troppi punti, come a Lubiana, fa quasi sminuire il valore dei risultati ottenuti, ma credo che in Coppa fin qui sia stato fatto un buon lavoro anche al di là del bilancio numerico. Da allenatore posso dire che questa squadra ha giocato bene quando ha potuto lavorare molto e bene in palestra; abbiamo lavorato bene giovedì, ieri e oggi per cui penso che andiamo preparati ad affrontare Venezia: La solidità che possiamo avere passa attraverso il lavoro e la mentalità nell’approccio. Domani, insomma, sarà una bella sfida.

È tornato Brian Qvale, chiaro che ha fato solo due allenamenti, ma sono molto contento del suo ritorno sia perché ne abbiamo bisogno a livello tecnico e tattico, come di ogni giocatore di questo collettivo, sia perché è il nostro capitano, fondamentale per il suo carattere. Potrà giocare forse non tanto, ma è importante questo suo rientro.

Venezia è Venezia, con una identità molto chiara. In questi ultimi anni con loro ho vinto ma ho anche perso, per via della loro grande solidità e quantità di giocatori. La profondità del roster è un loro punto di forza: con loro la partita dura veramente quaranta minuti, non è possibile concedersi nemmeno un attimo di distrazione, di palle perse, perché sarebbe sufficiente per farli scappare via. Devi riuscire a mantenere la partita in quelli che sono i tuoi binari, e qui certamente Qvale può darci una mano sia per la struttura degli avversari che perché così potremo rimettere ogni giocatore nel proprio ruolo.

Ogni partita giocata fin qui è stata per noi occasione di crescita. In fondo, come gioco tra la sconfitta con Cremona e la vittoria con Bayreuth non c’è stata tanta differenza: semplicemente, in seguito agli errori fatti con Cremona ci siamo innervositi, contro i tedeschi no. All’intervallo martedì ero tranquillo che avremmo vinto, perché stavamo facendo tutto il contrario di quello fatto con Cremona, dove siamo stati traditi dalla voglia di strafare, ad un certo punto. Probabile che ci sia servito da lezione sbattere la faccia contro un certo tipo di tensione, due giorni dopo abbiamo superato lo stesso problema, che è quello di mantenere serenità in quello che si fa. In questa squadra gioca chi riesce a mantenere questa serenità nel modo di giocare, perché è molto importante che ciò accada. Fra di noi non ci sono gerarchie: se gioca come deve, può stare in campo anche Berti, perché no? Questa è la squadra delle pari opportunità, l’importante è che emergano positività, costruttività. Con Cremona abbiamo perso la testa perché volevamo stravincere, ma dov’era scritto che non potessimo rischiare di perdere con Cremona? Siamo una squadra tutta nuova, abbiamo ragazzi giovani: il messaggio importante è che chi entra ed è costruttivo giocherà sempre, avrà sempre l’appoggio dell’allenatore.

Stiamo facendo un percorso di crescita attraverso principi e valori, e uno di questi è che giochiamo per vincere tutte le partite. Che sia Milano, Cremona o Venezia, noi giochiamo per vincere; poi, se perdiamo, ci sta, questo è lo sport, importante è non mettersi dei limiti da soli, per cui andiamo a Venezia a giocare contro una squadra estremamente solida cercando di fare la nostra pallacanestro. Nei primi due quarti contro il Neptunas e poi contro Cremona non abbiamo fatto così e ne abbiamo viste le conseguenze.

Aradori resta un giocatore per noi importante che rientra nel discorso fatto prima sulle pari opportunità per chiunque. Lo stiamo utilizzando per il suo valore, mi sembra che stia provando a dare quello che alla squadra può servire; atleticamente non possiamo fare finta di non spere che ha avuto un’estate intensa e complicata, per cui deve senz’altro lavorare in questo senso e magari rinunciare a qualche minuto in campo per riuscire a dare davvero il massimo in tutti quelli in cui viene utilizzato. Ma questo vale per tutti, non solo per Pietro: tutti devono stare dentro la regola dell’intensità positiva, e quando tutti riusciranno a farlo con continuità ritengo credo che ognuno potrà sviluppare in pieno il proprio talento. Aradori sta giocando, in fondo, tanto, anche 24 minuti di media, ma dovesse giocare meno l’importante è che in quei minuti riesca a dare il massimo. Poi, per certi versi è più difficile giocare in una squadra di dodici persone, ma è anche più facile, se accetti che quando entri devi dare il massimo del tuo apporto: penso a Pajola, Cappelletti, anche a Martin, che stanno seduti tanto. Anche Punter peraltro è stato panchinato perché non era pienamente in partita. Fin qui non sono stati fatti favoritismi di sorta, se non forse per Baldi Rossi nel terzo quarto dell’ultima gara, perché anche se era entrato male avevo bisogno di dargli della fiducia, che entrasse in partita, ed era anche un modo per premiare un grande lavoro fatto in palestra.

Contro Venezia saremo concentrati su quello che dobbiamo e sappiamo fare, ma dovremo concentrarci anche sui loro punti di forza che sono tanti. Diciamo che non ci aiuta tanto il fatto che abbiano perso in coppa perché non possono permettersi di sbagliare una seconda volta, ma in definitiva sarà per noi un test per capire dove siamo effettivamente arrivati, fin qui, e quello che dovremo fare per proseguire alla ricerca del nostro gioco.”

Ultima modifica il Sabato, 03 Novembre 2018 16:04
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine